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Una Birra 100% Val di Non che… parte dalle origini

Il nostro SidroBirraio ha in serbo un progetto ancora più entusiasmante che coinvolge tutta la Val di Non: la “Bira Nona Bina”. Ti stai chiedendo cos’è? Bè, un bel giorno Matteo si è svegliato pensando che sua nonna, la Nonna Cherubina, ai suoi tempi produceva una birra utilizzando solo ingredienti trentini, dall’acqua, all’orzo, fino ad arrivare al luppolo. Matteo ha quindi deciso di fare altrettanto e proporre queste due inusuali coltivazioni a dei contadini della Val di Non che, a quanto pare hanno creduto in lui, nel progetto, nel prodotto e soprattutto nel territorio. Sono stati quinti creati i primi impianti e la ricetta è in fase di perfezionamento… noi non vediamo l’ora di passare all’assaggio e voi? STAY TUNED!

PROGETTO “BIRA NONA  BINA”   orzo e luppolo della Val di Non

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La passione, la scelta della qualità, la stretta connessione con il territorio spesso risiedono nella famiglia, nelle proprie origini, nel proprio passato. Il progetto Bira Nona Bina è proprio questo: un omaggio alla vita di un tempo, una speranza nel futuro, un credere nel proprio territorio.

Mia Nona Bina (Cherubina) è un esempio di tutto questo: ha condotto una vita semplice ponendo al centro di tutto la famiglia, libera dalle tentazioni, pura come l’acqua di montagna.

La scelta di questo nome per il progetto non è quindi casuale ma esprime tutti i valori che rappresentano la famiglia, il lavoro, la passione e la creatività, è un ricordo anche pratico di quel tempo quando, la Nona Bina, la birra, la faceva in casa.

Dalla mia esperienza e passione legate al mondo del Sidro, nasce la Birra Val di Non che aveva cominciato a prendeva forma nella mia testa già da diversi anni. Dopo studi, ricerche e prove, nel 2013 inizia la produzione. In quell’anno il mercato della birra artigianale è in pieno sviluppo e ogni vallata inizia ad avere i propri birrai e la propria birra. Si sviluppano birre particolari che rispecchiano il carattere dei propri creatori… la grande novità nel panorama brassicolo italiano non è il prodotto, ma il gusto!

 

bira nona bina 2-001Per fare queste birre occorrono l’acqua, l’orzo o altri cereali e il luppolo, prodotti difficili da reperire in Italia così che molti MicroBirrifici sono spinti all’importazione.

Ma… chi l’ha dura la vince e, pensando che l’acqua è Nonesa, le mie ricette sono Nonese, la passione e la manualità sono Nonese, ho deciso che avrei dovuto trovare dei partner per produrre orzo e luppolo Noneso! Ecco lo scopo del mio progetto: ottenere una Birra Nonesa al 100%, la Bira Nona Bina!

Fortunatamente ho trovato chi crede quanto me in questo progetto e dopo oltre un anno di confronti, nel 2015 stanno iniziando le prime piantagioni di luppolo da parte di questi coltivatori Nonesi: Luciano Covi, Lorenzo Nicolodi e Sandro Perlot i quali avvieranno una piantagione che complessivamente raggiungerà circa 8000 mq. Per quanto riguarda l’orzo invece la disponibilità è arrivata da Italo Francisci, grande sostenitore delle coltivazioni locali biologiche e delle trasformazioni km 0.

Per rendere il tutto ancora più coerente, la scelta è stata di produrre in regime di agricoltura biologica e ottenere così un prodotto di qualità superiore in grado di valorizzare il prodotto finale e di rispettare l’ambiente e le persone.

La birra che ne deriverà è ancora un mistero. Il risultato comunque sarà un prodotto fresco, dissetante, con sapori unici di un tempo, sapori che non si scordano perché ci accompagnano da tutta la vita.

 Matteo Corazzolla

 

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